NON POSSIAMO ESSERE INDIFFERENTI. Lettera aperta al cinema e al mondo della cultura in Italia
Noi che lavoriamo e viviamo nel mondo della cultura, ci rifiutiamo di continuare a assistere indifferenti al genocidio in atto nei confronti del popolo palestinese dopo decenni di occupazione illegale e violenta, di pulizia etnica e di oppressione, di regime di apartheid. Non si può restare ancora indifferenti di fronte a oltre 50.000 civili ammazzati, di cui più di 20.000 bambini.
Non vogliamo continuare a restare indifferenti a fronte dell’omertosa narrazione, parziale e filo-israeliana, della stragrande maggioranza degli organi di informazione di massa dei paesi occidentali.
E non possiamo essere indifferenti all’arresto di Hamdan Ballal, co-regista del film No Other Land, vincitore dell’Oscar di quest’anno per il miglior documentario, rimosso con la forza dall’esercito israeliano da un’ambulanza in seguito a un brutale attacco da parte dei coloni israeliani e successivamente incarcerato.
Siamo consapevoli del brutale trattamento a cui vengono sottoposte le persone palestinesi prese in ostaggio nelle carceri israeliane. Siamo consapevoli che questo avviene quotidianamente a centinaia di donne, uomini e bambini palestinesi. Nessun essere umano dovrebbe essere sottoposto a un simile trattamento, ma quando si tratta di un regista – e per di più acclamato a livello internazionale proprio in questi mesi – questo assume anche un valore simbolico: è un chiaro attentato alla libertà artistica, ai diritti umani e alla libertà di parola per tutti gli esseri umani. E crediamo fortemente che in questo senso si inserisca anche la lunga serie di giornaliste e giornalisti palestinesi presi di mira e uccisi sul campo, arrivata a 208 vittime con l’omicidio del corrispondente da Gaza della testata Al-Jazeera, Hossam Shabat. Il messaggio è chiaro: Israele non ammette libertà di parola, di espressione e di informazione.
E allora noi che lavoriamo e creiamo parola, espressione e informazione – e che non vogliamo più restare indifferenti a tutto questo – ci uniamo a tutte le realtà italopalestinesi e alla Rete Antisionista per la Palestina nel chiedere al governo italiano e a tutte le istituzioni culturali italiane, in Italia e nel mondo, l’interruzione di qualunque rapporto collaborativo con lo Stato di Israele fino alla fine del genocidio e dell’occupazione.
Primi firmatari:
Fabiomassimo Lozzi
Federica Alderighi
Franco Angeli
Gianluca Arcopinto
Livia Bonifazi
Marcella Brancaforte
Benedetta Buccellato
Christian Carmosino Mereu
Luca Cabriolu
Valentina Carnelutti
Simona Cavallari
Andrea Ciccolini
Daniele Cini
Francesco Colangelo
Daniele Coluccini
Emiliano Corapi
Massimo Dapporto
Maria Teresa De Vita
Marco Dentici
Anna Di Francisca
Massimiliano Gallo
Gabriella Gallozzi
Giuseppe Gaudino
Roberto Giannarelli
Giovanni Greco
Andrea Gropplero
Mariano Lamberti
Maria Lenti
Daniele Lupi
Giulio Manfredonia
Marco Melloni
Giulia Michelini
Giovanni Minerba
Serafino Murri
Anna Negri
Michela Occhipinti
Pierpaolo Pirone
Chiara Rapaccini
Silvia Scola
Eleonora Sgaravatti
Carola Spadoni
Adele Tulli
Antonio Veneziani
Per adesioni scrivermi qui in privato o nei commenti oppure all’indirizzo mail
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